Al Food & Grocery gen/feb 2002

Cosa ne sanno i ragazzi della sicurezza alimentare

Parte la seconda campagna europea con l'obiettivo di educare i giovani di età compresa tra i 6 e i 18 anni a una nuova consapevolezza in materia di alimentazione.
E, stando alla ricerca di Ipsos-Explorer, se ne sente il bisogno.
Che cosa significa filiera? Il 95% non lo sa. Il 3% ritiene sia un negozio dove vengono prodotti i fili e solo il 2% sa che è la catena produttiva alimentare. A rispondere alla domanda di Ipsos-Explorer sono stati ragazzi di età compresa tra i 15 e 19 anni residenti nelle quattro aree Nielsen (nord-ovest, nord-est, centro e sud), intervistati sul tema della sicurezza alimentare, nell'ambito della nuova campagna promossa dall'Unione europea sulla sicurezza alimentare, affidata, in Italia, all'Associazione consumatori utenti (Acu). La carenza di conoscenze sul tema è evidentemente sentito dai ragazzi italiani, che, sebbene per il 58% ritenga di essere abbastanza o molto informato sugli alimenti che consuma (il restante è su posizioni del tipo poco o per nulla) nel 38% esprime però un desiderio di "saperne di più". Non solo: alla domanda "Le piacerebbe partecipare a una visita di filiera, owero seguire il percorso di un alimento o di una bevanda dal campo alla tavola", il 60% dichiara di essere assolutamente interessato. Attualmente, le fonti cui attingono le informazioni risultano, per il 45% Tv, radio, giornali e per il 32% la famiglia. Un sorprendente 32% dichiara di informarsi direttamente leggendo le etichette dei prodotti, mentre un altro 16% apprende dalla scuola. Fanno da tramite all'informazione gli amici nel 3% dei casi e, in analoga percentuale, i medici/dietologi. Infine il 6% non sa rispondere.
Complessivamente, ogni intervistato ha citato mediamente 1,3 fonti di informazione. Relativamente a dove pensa di trovare gli alimenti più sicuri, il 95% cita la propria casa, mentre solo il 3% propende per i ristoranti, l'1% la pizzeria/paninoteca e, a pari "merito", risulta la scuola. Ma quali sono le motivazioni che spingono i ragazzi a scegliere un alimento o una bibita rispetto a un altro? Il gusto (o il piacere) è la risposta del 76°/o degli intervistati, mentre pr il 22°/o la motivazione è "perché o cosa c'è dentro". Un altro 20% dichiara di essere motivato dalla salubrità del prodotto e, infine, il 3% è spinto da un più doveroso "perché e l'ha consigliato il medico/dieto logo". Anche in questo caso i ragazzi hanno avuto più possibilità di risposte, che mediamente sono state di 1,2. Analizzando le fasce, sono le ragazze a dimostrarsi più "giudiziose": infatti prevalentemente scelgono un prodotto 6 perché sano, mentre i coetanei di sesso maschile propendono per una scelta edonistica, vale a dire "perchè mi piace".
Nel complesso, i giovani più informati risultano essere i ragazzi di età tra i 17 e i 19 anni, mentre dimostrano più ignoranza quelli tra i 15 e i 16 anni. Anche se poi, alla domanda "Cosa significa alimenti o bevande sicuri",l'82% lo traduce con "non fanno male alla salute", il 15% con "no intossicano" e il 6% "che non fanno ingrassare". E dunque, della nuova campagna Educare alla sicurezza alimentare pare ce ne sia davvero bisogno. "L'iniziativa - precisa infatti Gianni Cavinato, segretario generale di Acu - nasce con il preciso obiettivo di educare un pubblico circoscritto, i giovani di età compresa tra i 6 e i 18 anni, a una nuova consapevolezza in materia di alimentazione. E, anche se l'Unione europea ha affidato a noi questo compito, riteniamo che la sicurezza alimentare debba essere una responsabilità condivisa da tutti gli operatori del settore. E' per questo che abbiamo elaborato un progetto che punta a coinvolgere in modo attivo le scuole, gli organismi istituzionali, le associazioni dei consumatori e numerosi partner rappresentativi dell'intera filiera agroalimentare".

Il significato di "alimenti o bevande sicuri"

Non fanno male alla salute 82%

Non fanno venire intossicazione 15%

Non fanno ingrassare 6%