Cosa ne sanno i ragazzi della sicurezza alimentare
Parte la seconda campagna europea con l'obiettivo di educare i giovani
di età compresa tra i 6 e i 18 anni a una nuova consapevolezza
in materia di alimentazione.
E, stando alla ricerca di Ipsos-Explorer, se ne sente il bisogno.
Che cosa significa filiera? Il 95% non lo sa. Il 3% ritiene sia un negozio
dove vengono prodotti i fili e solo il 2% sa che è la catena
produttiva alimentare. A rispondere alla domanda di Ipsos-Explorer sono
stati ragazzi di età compresa tra i 15 e 19 anni residenti nelle
quattro aree Nielsen (nord-ovest, nord-est, centro e sud), intervistati
sul tema della sicurezza alimentare, nell'ambito della nuova campagna
promossa dall'Unione europea sulla sicurezza alimentare, affidata, in
Italia, all'Associazione consumatori utenti (Acu). La carenza di conoscenze
sul tema è evidentemente sentito dai ragazzi italiani, che, sebbene
per il 58% ritenga di essere abbastanza o molto informato sugli alimenti
che consuma (il restante è su posizioni del tipo poco o per nulla)
nel 38% esprime però un desiderio di "saperne di più".
Non solo: alla domanda "Le piacerebbe partecipare a una visita
di filiera, owero seguire il percorso di un alimento o di una bevanda
dal campo alla tavola", il 60% dichiara di essere assolutamente
interessato. Attualmente, le fonti cui attingono le informazioni risultano,
per il 45% Tv, radio, giornali e per il 32% la famiglia. Un sorprendente
32% dichiara di informarsi direttamente leggendo le etichette dei prodotti,
mentre un altro 16% apprende dalla scuola. Fanno da tramite all'informazione
gli amici nel 3% dei casi e, in analoga percentuale, i medici/dietologi.
Infine il 6% non sa rispondere.
Complessivamente, ogni intervistato ha citato mediamente 1,3 fonti di
informazione. Relativamente a dove pensa di trovare gli alimenti più
sicuri, il 95% cita la propria casa, mentre solo il 3% propende per
i ristoranti, l'1% la pizzeria/paninoteca e, a pari "merito",
risulta la scuola. Ma quali sono le motivazioni che spingono i ragazzi
a scegliere un alimento o una bibita rispetto a un altro? Il gusto (o
il piacere) è la risposta del 76°/o degli intervistati, mentre
pr il 22°/o la motivazione è "perché o cosa c'è
dentro". Un altro 20% dichiara di essere motivato dalla salubrità
del prodotto e, infine, il 3% è spinto da un più doveroso
"perché e l'ha consigliato il medico/dieto logo". Anche
in questo caso i ragazzi hanno avuto più possibilità di
risposte, che mediamente sono state di 1,2. Analizzando le fasce, sono
le ragazze a dimostrarsi più "giudiziose": infatti
prevalentemente scelgono un prodotto 6 perché sano, mentre i
coetanei di sesso maschile propendono per una scelta edonistica, vale
a dire "perchè mi piace".
Nel complesso, i giovani più informati risultano essere i ragazzi
di età tra i 17 e i 19 anni, mentre dimostrano più ignoranza
quelli tra i 15 e i 16 anni. Anche se poi, alla domanda "Cosa significa
alimenti o bevande sicuri",l'82% lo traduce con "non fanno
male alla salute", il 15% con "no intossicano" e il 6%
"che non fanno ingrassare". E dunque, della nuova campagna
Educare alla sicurezza alimentare pare ce ne sia davvero bisogno. "L'iniziativa
- precisa infatti Gianni Cavinato, segretario generale di Acu - nasce
con il preciso obiettivo di educare un pubblico circoscritto, i giovani
di età compresa tra i 6 e i 18 anni, a una nuova consapevolezza
in materia di alimentazione. E, anche se l'Unione europea ha affidato
a noi questo compito, riteniamo che la sicurezza alimentare debba essere
una responsabilità condivisa da tutti gli operatori del settore.
E' per questo che abbiamo elaborato un progetto che punta a coinvolgere
in modo attivo le scuole, gli organismi istituzionali, le associazioni
dei consumatori e numerosi partner rappresentativi dell'intera filiera
agroalimentare".
Il significato di "alimenti o bevande sicuri"
Non fanno male alla salute 82%
Non fanno venire intossicazione 15%
Non fanno ingrassare 6%