Che cos'è la
denominazione di vendita?
La denominazione di vendita è la
denominazione prevista dalla legge che disciplina il prodotto
specifico (es. latte, formaggio, pasta, ecc.), oppure il nome
consacrato da usi e consuetudini (di fantasia: coca-cola, nutella),
oppure una descrizione del prodotto accompagnato da informazioni
sulla natura e utilizzazione, in modo da consentire all'acquirente
di distinguerlo da prodotti con i quali potrebbe essere confuso
(nomi che esistono sul vocabolario, ma hanno significato diverso:
flauto, tenerezze). Per la legge, la denominazione del prodotto deve
essere accompagnata anche dallo stato fisico del prodotto (liquido,
in polvere, surgelato) o al trattamento tecnologico subito
(pastorizzato, UHT, ecc).
Che cos'è l'elenco degli
ingredienti?
Per ingrediente si intende qualsiasi
sostanza, compresi gli additivi, impiegata nella preparazione del
prodotto alimentare che si trova ancora presente nel prodotto
finito, anche se in forma modificata.
Gli ingredienti utilizzati per la preparazione dell'alimento devono
essere indicati tutti ed in ordine decrescente di peso, anche se
quest'ultimo non viene espressamente indicato.
Quando, per esempio, in una etichetta di una confettura si legge,
nell'ordine: "zucchero, polpa di ..... ecc.", vuol dire che
l'ingrediente contenuto in maggior quantità è lo zucchero.
L'utilizzo dell'aroma viene indicato con la dicitura "aroma
naturale", solo se la parte aromatizzante contiene esclusivamente
sostanze naturali, diversamente si indica solo "aromi".
L'indicazione dell'acqua, quando questa è utilizzata come
ingrediente, non è richiesta quando è utilizzata come ingrediente
che ricostituisce lo stato originale di un altro ingrediente usato
in forma concentrata o disidratata; nel caso di liquido di copertura
non consumato; per l'aceto, per l'alcol e per le bevande alcoliche
quando è indicato rispettivamente il contenuto acetico e alcolico.
Non è necessario riportare l'elenco degli ingredienti quando si
tratta di prodotti alimentari costituiti da un solo ingrediente (per
esempio latte, riso, pasta, caffè, zucchero, ecc.), perché basta la
denominazione del prodotto a individuarlo esattamente.
Nel caso degli oli di semi vari, l'elenco degli ingredienti (i
diversi oli componenti la miscela) è obbligatorio solo se ciascuno
di essi è impiegato in quantità non inferiore al 20%.
Che cos'è il
quantitativo netto?
Il quantitativo netto è
la quantità di peso nella confezione espressa in unità di volume per
i prodotti liquidi e in unità di massa per gli altri prodotti (peso
per i prodotti secchi e volume per quelli liquidi), al netto del
peso o volume della confezione.
In alcuni casi di prodotti alimentari confezionati in liquido di
copertura (e precisamente nei casi in cui tale liquido sia
costituito da soluzioni acquose salate, zuccherate o acetate, come
nei legumi lessi in scatola, nei sottaceti e negli sciroppi di
frutta) è obbligatoria l'indicazione del "peso sgocciolato", cioè la
parte solida che effettivamente si mangia. Invece i prodotti
sott'olio (tonno, carciofini, ecc.) sono esclusi dall'obbligo di
questa indicazione.
Che cosa sono
il termine minimo di conservazione (TMC) e la data di scadenza?
Il termine minimo di conservazione e
la data di scadenza: sono le indicazioni che riguardano la vita
utile del prodotto.
Il termine minimo di conservazione
è la data fino alla quale il prodotto alimentare conserva tutte le
sue proprietà originarie e specifiche, se conservato adeguatamente
secondo le istruzioni del produttore. Il termine minimo di
conservazione costituisce il principale indicatore della freschezza
dei prodotti confezionati. Si scrive sulla confezione: "da consumare
preferibilmente entro il….", o "da consumare preferibilmente entro
la fine di……" seguita dalla data oppure dalla indicazione del punto
della confezione in cui essa figura.
La data di scadenza è la data entro la quale il prodotto
alimentare va consumato e va indicata con la dicitura "da consumarsi
entro…." seguita dalla data oppure dalla indicazione del punto della
confezione in cui essa figura.
La data di scadenza si usa quando i prodotti alimentari sono molto
sensibili da un punto di vista microbiologico, e si alterano
facilmente, per esempio il latte fresco, lo yogurt, i latticini,
ecc.
La vita del prodotto si esprime con il giorno, il mese e l'anno. Per
la data di scadenza l'anno può non essere indicato, essendo appunto
previsto un tempo breve (dai 4 giorni ai tre mesi). Il giorno può
non essere indicato quando si usa il TMC.
Una busta di caffè può perdere parte dell'aroma dopo 6 mesi, o un
olio cambiare sapore dopo un anno e mezzo, ma non per questo il
caffè o l'olio perdono la loro commestibilità, ecco perché TMC:
termine minimo di conservazione.
Il termine minimo di conservazione o la data di scadenza, non sono
indicati sul pane e sui prodotti freschi di pasticceria, panetteria,
rosticceria, gastronomia e gelateria, quando questi sono da
consumarsi normalmente entro le 24 ore. Non è obbligatorio indicarli
neanche sulle confezioni di ortaggi, di frutta fresca, caramelle e
confetti, vino, aceti e bevande alcoliche con quantità di alcol pari
o superiore al 10%..
Non esiste un elenco ufficiale dei termini minimi di conservazione
di un prodotto alimentare, in quanto la durata è molto variabile e
dipende dalla qualità della materia prima, dagli ingredienti usati,
dalle tecnologie di lavorazione, dagli additivi impiegati e dalle
modalità di conservazione. Per questo la legge lascia al produttore
la facoltà di indicare la data più giusta e opportuna.
Quali sono le
altre indicazioni obbligatorie?
Le altre indicazioni obbligatorie
sono le seguenti:
Modalità di conservazione:
devono essere indicate qualora sia necessaria l'adozione di
particolari accorgimenti in funzione della natura del prodotto.
Istruzioni per l'uso: indicano
l'uso corretto del prodotto (modalità di manipolazione,
scongelamento, ecc.).
Luogo di origine e di provenienza:
indica, in molti alimenti, come ad esempio il vino D.O.C., il luogo
dove questo è stato prodotto.
Identificazione del produttore e
del luogo di produzione: devono essere obbligatoriamente
indicati per qualsiasi prodotto:
* Il nome, o la ragione sociale, o il marchio depositato, e la sede
del fabbricante, o del confezionatore, o di un venditore stabilito
nella CEE.
* La sede dello stabilimento di fabbricazione o confezionamento, per
i prodotti fabbricati o confezionati in Italia per la vendita nel
territorio nazionale.
Numero di lotto: per lotto si
intende una partita di prodotti o un insieme di unità di vendita,
che hanno tutte le stesse caratteristiche essendo state prodotte
nello stesso momento e con la stessa tecnologia. E' un numero, o
codice alfa-numerico, designato dal produttore o dal confezionatore,
è apposto sotto la responsabilità del produttore stesso e in genere
aiuta il produttore a riconoscere le materie prime che ha utilizzato
per quella produzione, nonché la linea di produzione e l'ora
(rintracciabilità).
Quali sono le
indicazioni non obbligatorie che si possono apporre sulle etichette?
Oltre alle indicazioni previste per
legge, sulle etichette o sulle confezioni possono comparire i
seguenti messaggi:
marchi: servono a distinguere i prodotti, a garantire il
consumatore sull'origine, la natura e la qualità del prodotto, a
veicolare la pubblicità.
simboli metrologici: come ad esempio la "e" (altezza minima 3
mm e forma stabilita); questo simbolo viene apposto quando il
produttore ha ottemperato, nel confezionamento del prodotto, alle
disposizioni legislative europee.
simboli a carattere ambientale: sugli imballaggi possono
figurare l'invito a non disperderli nell'ambiente dopo l'uso oppure
altri simboli che ne facilitano la raccolta, il riutilizzo, il
recupero e il riciclaggio e informano i consumatori sulla loro
destinazione finale.
Che cos'è
l'etichettatura nutrizionale?
Le disposizioni legislative inerenti
l'etichettatura nutrizionale sono contenute in un'altra legge e cioè
nel Decreto Legislativo 77/93.
Il decreto disciplina sia i prodotti
alimentari destinati come tali al consumatore finale e alle
collettività, sia quelli destinati ad un'alimentazione particolare.L'etichettatura
nutrizionale è facoltativa ma diventa obbligatoria quando in
etichetta o sulla confezione figura un'informazione nutrizionale,
cioè una descrizione e un messaggio pubblicitario che affermi,
suggerisca o richiami che un alimento possiede particolari
caratteristiche nutrizionali inerenti il valore energetico che esso
fornisce e i nutrienti che esso contiene.
Generalmente i valori proposti fanno
riferimento a 100 g di prodotto oppure alla porzione intera.Bisogna
precisare che sotto il nome di prodotti dietetici ricadono tutti i
prodotti alimentari modificati rispetto al prodotto originario, cioè
quelli ai quali è stato aggiunto o sottratto qualche componente
iniziale.
Come vengono
etichettati i prodotti sfusi?
I prodotti sfusi sono i prodotti
alimentari venduti a peso direttamente all'interno dei negozi, dove
il consumatore è libero di richiedere la quantità desiderata.
Anche l'etichettatura di questi prodotti e la vendita è
regolamentata dalla legge. L'articolo 16 della L. 109/92, dà
indicazioni sulle informazioni da dare obbligatoriamente al
consumatore: "i prodotti alimentari non preconfezionati o
generalmente venduti previo frazionamento, anche se originariamente
preconfezionati, devono essere muniti di apposito cartello,
applicato ai recipienti che li contengono ovvero applicato nei
comparti in cui sono esposti"
Sul cartello devono essere riportate: