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SOPRAVVIVERE AL PANINO
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Se è il pranzo di ogni giorno, è importante scegliere bene pensando non solo al gusto, ma anche alle calorie, all'equilibrio nutrizionale, alla digeribilità Ecco allora alcuni consigli utili per sopravvivere a cinque giorni di pranzi a base di panini o poco più. Pane o focaccia? Di solito ci si concentra sul "companatico", ma tra un etto di un tipo di pane e di un altro può esistere una differenza importante, fino a 100 calorie. I più leggeri sono i tipi senza grassi: pane comune a fette, panini come le rosette, pane integrale, baguette: siamo intorno alle 250 calorie per etto. I morbidi panini all'olio apportano circa 300 calorie per etto. Ma chi vince in calorie sono sicuramente le focacce, in pezzi quadrati o in rotonde focaccine: a causa del notevole uso di olio e strutto si possono raggiungere anche le 350 calorie per etto. Tra le pizze, la più calorica è la bianca, che, per risultare gustosa, dev'essere ben condita: 300 calorie per un etto. Segue la pizza con pomodoro e mozzarella - 270 calorie per etto - mentre la più light risulta la pizza con solo pomodoro: 240 calorie/etto. Al prosciutto o al formaggio? Gusti a parte, c'è una notevole
differenza di calorie tra i diversi ripieni del panino. I meno calorici
sono a base di prosciutto crudo o ricotta (apportano, per 30 grammi, circa
70 calorie). 30 grammi di prosciutto cotto forniscono circa 100 calorie
e si sale ancora con mortadella e poi salame (130 e 150 calorie). 30 grammi
di formaggio stagionato o a fettine corrispondono a 120-140 calorie, mentre
una mozzarella arriva a 200. La sonnolenza del dopo pranzo prende soprattutto dopo un pasto abbondante.
Ma anche un panino può rendere poco "lucido" il rientro
al lavoro o allo studio. Per sfuggire un eccessivo calo di attenzione
bisogna evitare - al di là del discorso calorico - di scegliere
un panino molto ricco di grassi. I grassi, infatti, oltre ad allungare
i tempi di digestione gastrica, stimolano la secrezione di un ormone,
la colecistochinina, che ha anche un'azione rilassante sul cervello. Anche
l'alcool favorisce la sonnolenza del pasto: meglio limitare il consumo
di vino a pranzo, quando non è possibile, poi, la giusta pennichella...
Dovendo evitare gli alcolici, l'acqua è certo la risposta più
naturale alla sete. Non bisogna poi dimenticare che un bicchiere di una
bibita dolce apporta 80 calorie. E' sempre consigliabile la spremuta,
di arancia o di pompelmo che sia: disseta e fornisce vitamine. Se poi
il panino è con salumi, la spremuta è proprio necessaria:
la vitamina C rende più assimilabile il ferro e neutralizza l'azione
negativa dei tipici conservanti dei salumi, i nitriti e i nitrati. |
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