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Il
23/12/2005 la Commissione UE ha pubblicato le linee-guida
per la redazione del nuovo Regolamento comunitario sull'agricoltura
biologica, che sostituirà l'attuale Reg.CE 2092/91.
"Opereremo
da subito perché la normativa possa essere estesa
anche ad altri settori non alimentari, come il tessile,
e perché le soglie di contaminazione accidentale
da OGM siano le più basse possibile, per marcare
una differenza che esiste, nei fatti, fra le garanzie
che può offrire la filiera di produzione biologica
rispetto a quelle dellagricoltura convenzionale"
sostiene Lino Nori, presidente di FederBio - Associazione
degli agricoltori.
FederBio
(FIAO fino al 29.09.05) nasce nel 1992 per iniziativa
delle più importanti organizzazioni italiane
del settore biologico e biodinamico con lo scopo di
costituire un organismo rappresentativo unitario, che
tuteli e favorisca lo sviluppo dell'agricoltura biologica
e biodinamica. A FederBio aderisce ACU, in rappresentanza
dei consumatori.
Da
tempo gli organismi di certificazione che aderiscono
a FederBio hanno adottato il limite di 0,1%, rispetto
allo 0,9% proposto dalla Commissione, e il fatto che
in Austria, Paese che dal 1 gennaio assumerà
la Presidenza di turno dellUnione europea, tale
limite sia da tempo stabilito per legge, fa ben sperare.
"La
previsione dell'obbligatorietà del marchio comunitario
agevolerà l'immediata identificazione dei prodotti
biologici da parte dei consumatori e consentirà
l'avvio di campagne promozionali nel quadro del Piano
nazionale per l'agricoltura biologica di recente approvato
dalla Conferenza Stato Regioni", continua Nori.
La
proposta di regolamento prevede adempimenti per rendere
ancora più efficace il sistema di controllo.
Al riguardo Nori sottolinea: "Motivo di soddisfazione
del sistema biologico italiano è che tali requisiti,
come l'obbligatorietà dell'accreditamento in
base alle norma UNI EN 45011, per gli organismi di certificazione
italiani sono già prassi dall'ormai lontano 1995".
Sulle
modifiche proposte al sistema d'importazione dai Paesi
extracomunitari, Federbio esprime la propria soddisfazione
per lapproccio meno burocratico, che consentirà
una più libera circolazione delle merci e una
semplificazione delle procedure.
"Ora sarà sufficiente che le filiali estere
degli organismi di controllo italiani, che sono ormai
numerose, attestino la conformità alle normative
comunitari perché laccesso dei prodotti
al mercato europeo non incontri ostacoli".
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