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Certo,
il frumento è un cereale nutriente e di buon sapore. Ma prova a pensare:
spesso è l'unico che mangiamo! La farina di grano tenero è
la base per il pane, la pizza, i biscotti, i dolci. Ma una delle regole
base per una sana alimentazione è variare, per allargare il ventaglio
delle sostanze nutrienti che assumiamo e per diluire gli eventuali rischi.
Vale la pena, allora, di conoscere meglio alcuni cereali che, ti assicuro,
erano sulle tavole dei nostri avi, e non millenni fa.
Il miglio, per esempio, non è sempre stato roba da canarini:
prima dell'arrivo del mais dall'America era, in tante zone collinari, la
base per polenta. |
MAIS
Il cereale degli
antichi Maia fu portato in Europa da Cristoforo Colombo fin dal suo primo
viaggio. Ma il mais che conosciamo oggi è abbastanza diverso da
quello originario, in quanto le ibridazioni hanno molto differenziato
i semi in funzione degli scopi alimentari e industriali (dal mais si ottengono,
per esempio, alcuni zuccheri utilizzati dall'industria dolciaria). Non
particolarmente ricco di proteine (9-10%) di valore nutrizionale abbastanza
basso, per fare da piatto completo necessita, come per gli
altri cereali, di un'integrazione con i legumi e alimenti di origine animale.
Il mais contiene provitamina A (betacarotene), ma solo nella varietà
di mais gialla. Ha un discreto contenuto di lipidi (circa il 4%), presente
nel germe, che può essere estratto per la produzione di olio di
mais. La farina di mais è spesso utilizzata, in piccole percentuali,
nella preparazione del pane e di biscotti.
ORZO
E' nutriente quasi
come il frumento: il chicco intero apporta circa il 10% di proteine, di
valore nutrizionale simile a quelle del frumento. L'orzo, a differenza
del grano, è però solo parzialmente panificabile, e forse
proprio per questo è stato soppiantato, nella storia, dal frumento.
La sua composizione lo rende un cereale mineralizzante, adatto al periodo
estivo, e per le tostature per le quali si utilizza la varietà
chiamata orzo mondo.
FARRO
E' considerato il "padre" del frumento, dal
quale si distingue perché ha i tegumenti esterni aderenti al chicco,
come nell'orzo. Il farro decorticato, ma anche in semola per la produzione
di pasta, sta tornando, di diritto, nella nostra alimentazione.
Il farro ha una composizione simile al frumento; è però,
dal punto di vista agronomico, più resistente, adatto a coltivazioni
anche in terreni poco fertili. Viene consumato soprattutto in minestre
con legumi (in Toscana, per esempio, lo si può trovare in diverse
ricette tradizionali), ma è diffusa la sua presenza anche in sfarinati
per la preparazione del pane.
AVENA
E' un cereale resistente al freddo e all'umido, coltivato
soprattutto nei paesi del nord Europa. Contiene proteine per il 13% del
peso ed è tra i cereali più diffusi, quello con il più
alto contenuto di lisina, l'aminoacido tipicamente carente nelle proteine
dei cereali. Ha un contenuto di lipidi relativamente alto (circa il 7%)
e una fibra abbondante il cui consumo è stato messo in relazione,
dai nutrizionisti, con una diminuzione del tasso di colesterolo nel sangue.
L'avena integrale è ricca di sali minerali. La troviamo utilizzata
come farina nel pane (per esempio nella ricetta del pane arabo), o sotto
forma di fiocchi.
SEGALE
E', come l'avena, un cereale tipico dei paesi del Nord,
in particolare di quelli di lingua tedesca. In Italia lo conosciamo soprattutto
per il pane che si ottiene con la sua farina. Per quanto la segale sia
povera di glutine, è possibile usarla nella panificazione perché
contiene zuccheri particolari in grado di trattenere l'acqua. Il pane
di segale, in effetti, appare molto umido e può essere conservato
per giorni. Se confrontiamo la composizione della segale con quella del
frumento, la troviamo leggermente più povera di proteine e sali
minerali. Resta comunque un ottimo cereale, da introdurre nella "ruota"
dei semi da consumare, soprattutto sotto forma di fiocchi.
MIGLIO
Si tratta di una graminacea con un buon tenore di proteine
(11% circa, più del mais e dell'orzo), un discreto contenuto di
ferro e altri minerali. E' alla presenza di acido salicilico che si associa
un effetto positivo del miglio su unghie, pelle e capelli.
Il miglio è consumato in chicchi decorticati, perché il
sottile tegumento che ricopre il seme è inattaccabile ai nostri
succhi gastrici e renderebbe il cereale indigeribile.
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