|
|
|
I fagioli
si possono consumare freschi, d'estate; secchi, in scatola o anche con
il baccello come nel caso dei fagiolini. Devono essere cotti a lungo,
con aromi, a fuoco molto basso. Per quanto riguarda i ceci, nelle nazioni
industrializzate il loro lungo tempo di preparazione ne scoraggia spesso
il consumo: un giorno e più di ammollo, diverse ore di cottura.
Il loro livello di fibre è alto, e può essere parzialmente
ridotto, se necessario, passando i semi cotti al passaverdura.
I semi di fava
possono essere mangiati crudi, tolti dal baccello, e questa era una tipica
merenda primaverile, con accompagnamento di pecorino e pane nero, in alcune
zone dell'Italia centrale. Secche e fatte bollire, sono un'ottima base
per minestre. Se le fave secche sono sgusciate e spezzate non ha più
significato metterle in ammollo, operazione utile per semi secchi sì,
ma ancora vitali.
Ed ecco le lenticchie:
c'è chi le mangia solo a Capodanno. Vi sono popolazioni, invece,
che da millenni non le fanno mancare nel menù. Sono tra i legumi
di più veloce cottura (anche se è sempre bene metterli qualche
ora in ammollo) molto energetici, nutrienti, particolarmente ricchi di
ferro. Se sono decorticate l'ammollo perde di significato. Con le lenticchie
intere è possibile preparare ottimi germogli.
Durante tutto l'anno,
i piselli sono i legumi preferiti per i contorni, anche, in modo
non proprio ottimale dal punto di vista di utilizzo delle sostanze nutrienti,
di secondi piatti a base di carne. Hanno un buon livello di zuccheri semplici
che li rende particolarmente dolci.
|