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LE CARNI DI QUALITA'
E già una buona parte della tua scelta l'hai fatta.
Perché se entri in una macelleria che vende carni certificate per
quanto riguarda le modalità di allevamento e/o le razze bovine,
è probabile che si tratti di un gruppo di produttori che seguono
un preciso disciplinare, in genere reso pubblico a maggior tutela del
consumatore.
Non sono pochi, infatti, i consorzi di produttori di carni
bovine che fanno certificare le loro produzioni, e non solo per gli aspetti
igienici, da organismi indipendenti.
Tra i diversi tipi di carne a marchio, c'è quella
del Vitellone dell'Appennino centrale IGP (a indicazione geografica
protetta, vedi scheda sui prodotti tipici).
Si tratta delle razze autoctone di questa zona: sono infatti bovini, maschi
e femmine, di pura razza Chianina, Marchigiana e Romagnola, di età
compresa tra i 12 e i 24 mesi.
Lalimentazione controllata, in particolare nei quattro
mesi precedenti la macellazione.
Anche le catene distributive più importanti vendono carne di filiera
controllata.
OCCHIO AL TROPPO MAGRO
Un possibile segno distintivo della carne trattata con
sostanze che accelerano la crescita dei bovini è che risulta magrissima
anche nei tagli normalmente un po' infiltrati di grasso: questo, tra l'altro,
porta a un ulteriore maggior guadagno dell'allevatore che può vendere
la sua carne, molto magra e quindi preferita dal consumatore e più
richiesta, a un prezzo più alto.
In effetti, quando si acquista carne di animali allevati
secondo capitolati che escludono l'utilizzo di queste sostanze, carne
di animali da agricoltura biologica o di bovini allevati in piccole stalle
con pascolo, la marezzatura, cioè l'infarcimento del grasso nel
muscolo, è sempre più evidente.
In conclusione, il consiglio è di cercare di spostare
la fobia dei grassi dalla carne bovina verso alimenti che
ne contengono molti di più: i dolci, per esempio, o i formaggi.
Non bisogna, quindi, fissarsi sui tagli belli magri: un po
di grasso, oltretutto, rende la carne più morbida e gustosa.
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