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E, ULTIMA ARRIVATA,
LA SOIA
Se in Italia il consumo
di legumi è sceso notevolmente nel corso dell'ultimo secolo, c'è
stato però un ingresso recente: la soia.
Coltivata e utilizzata
da sempre in Oriente, la soia si è imposta inizialmente in Occidente
soprattutto come mangime per gli animali.
Ma la Macrobiotica
e il vegetarianesimo, alla ricerca di alimenti proteici alternativi a
quelli di origine animale, hanno diffuso questo legume e i suoi molti
derivati.
Ciò che caratterizza
la soia, infatti, non è solo la particolare composizione, ma anche
la versatilità, la capacità, cioè, di assumere forma,
consistenza, sapori molto diversi, e quindi di proporsi in diverse occasioni
di consumo.
COME MANGIARLA
La soia deve essere
messa a lungo a bagno prima della cottura, che dura due ore e più.
Il seme cotto risulta comunque un po' duro, e spesso viene passato al
passaverdura per fare da base a successive preparazioni.
Dai semi di soia
macinati, stemperati in acqua e filtrati, è possibile ricavare
il latte di soia. Nell'aspetto ricorda il latte animale, ma
naturalmente se ne differenzia molto come composizione. Se
il contenuto di proteine è simile risulta diversa la qualità
nutritiva delle stesse; contiene poi meno calcio e più ferro; sono
presenti meno grassi rispetto al latte intero e il colesterolo è
assente.
E' spesso utilizzato
come bevanda da persone allergiche alle proteine del latte. Dal latte
di soia, con procedimenti confrontabili con la produzione dello yogurt
e del formaggio, è possibile preparare uno "yogurt" di
soia e il tofu o formaggio di soia.
Quest'ultimo si presenta
come una mattonella bianca, morbida ed elastica, che, grazie al caratteristico
sapore molto delicato, può fare da base a diverse preparazioni.
Il tofu, a differenza della maggior parte dei formaggi, è molto
povero di grassi e di sale.
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