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IL PESCE D'ALLEVAMENTO
Non è solo
pescato il pesce che si acquista. Ben un terzo del venduto è d'allevamento,
cioè fatto crescere in vasche o in tratti di mare o laghi, a volte
anche molto ampi.
Vengono nutriti con
mangimi, e le conseguenze di questo, spesso, sono notevoli per quanto
riguarda la loro composizione in sostanze nutrienti. Il salmone e la trota
salmonata hanno carni di colore rosa/arancio grazie all'aggiunta ai mangimi
del colorante naturale cantaxantina.
Il consumo occasionale
di questi pesci non è un problema, ma è meglio non esagerare.
In effetti, questo colorante non viene aggiunto ai mangimi dei salmoni
allevati per la produzione di omogeneizzati per i bambini venduti in Italia.
Spigole e orate d'allevamento
risultano contenere fino al triplo di grassi rispetto alle corrispettive
razze pescate.
Come mai? Il nutrimento
del pesce allevato è abbondante e ricco di grassi, per favorire
una crescita più veloce. Inoltre, gli animali si muovono meno,
sia perché non devono cercare il cibo, sia perché hanno
poco spazio a disposizione: così finiscono con il depositare più
grassi.
Ma si notano differenze
anche all'interno della categoria dei pesci allevati, perché esistono
tecniche diverse di allevamento.
E molta differenza
fa la qualità del mangime utilizzato: per adesso è possibile
trovare informazioni soprattutto nei banchi pesce delle grandi catene
di distribuzione, che spesso hanno pesce allevato a proprio marchio.
Non esistono allevamenti,
invece, di pesce azzurro: per i pesci piccoli, come sarde o acciughe,
non viene fatto perché non risulta conveniente dal punto di vista
economico.
Per pesci più
grandi, come il tonno, sono stati fatti dei tentativi ma non sono andati
a buon fine: questi grandi pesci migratori hanno strappato le reti e sono
tornati in mare aperto.
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