ADDITIVI

I COLORANTI: BELLI E INUTILI

I coloranti sono, tra tutti gli additivi, quelli meno utili dal punto di vista tecnologico.
Anzi, se ne potrebbe fare benissimo a meno, perché in realtà servono solo per
caratterizzare gli alimenti.

Un esempio classico è quello dello sciroppo alla menta, sempre di colore verde
nonostante l'estratto di questa pianta sia bianco.

I coloranti sono utilizzati soprattutto per colorare i dolci, ma il loro uso si è esteso
anche a molti altri prodotti.

Spesso gli alimenti di colore bruno lo sono per la presenza del colorante artificiale
caramello (E1 50, che non è il caramello fatto in casa con lo zucchero...).

I rischi che possono derivare dal consumo costante dei coloranti artificiali sono vari.
E' significativo che tutte le principali normative mondiali al riguardo ammettono per
l'uso liste diverse di coloranti artificiali.

Si è dimostrata cancerogena per il ratto l'eritrosina (E127), colorante rosso ammesso
da noi per pochi usi (per esempio percolorare le ciliegie sciroppate).

E per altri, come la tartrazina (E102), gialla, l'accusa è quella di provocare reazioni
allergiche.


AROMI NATURALI O NO?

Gli aromi vengono utilizzati per rafforzare o caratterizzare il gusto degli alimenti. Non sono al centro dell'attenzione per situazioni di pericolosità, ma è comunque
interessante capire come vengono classificati.

In effetti, a differenza di quanto avviene per gli altri additivi, l'unica caratteristica
riportata in etichetta èia provenienza naturale o sintetica della sostanza.

Si trova scritto "aroma naturale" quando la sostanza è estratta e purificata da vegetali.
Ma, attenzione: non è detto che l'aroma derivi sempre dalla sostanza a cui da il gusto.

Per esempio, l'aroma che da il gusto di fragola è in realtà estratto da un albero che
vive in Australia. Insomma, l'aroma è sì naturale, ma può provenire da un vegetale
che non ha niente a che vedere con il prodotto che stiamo acquistando.

Quando invece c'è scritto semplicemente "aromi" si tratta di sostanze ottenute in
laboratorio. Nella stragrande maggioranza dei casi si tratta di molecole •che copiano
in modo più o meno identico una sostanza aromatica presente in natura: un esempio
è l'etilvanillina.

Gli aromi del tutto artificiali in circolazione sono invece molto pochi (in Italia ne sono autorizzati un decina). Anch'essi sono indicati in etichetta sotto l'indicazione "aromi".