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CONOSCI
I FORMAGGI TIPICI ITALIANI?
I formaggi tipici
sono, per il nostro paese, un enorme patrimonio di cultura e di sapori.
Spesso, però, sono considerati di sapore forte, e a
loro vengono preferiti prodotti industriali un po' scipiti e a volte più
pratici. E' facile, poi, confondere un vero prodotto tradizionale con
formaggi simili, per esempio la fontina della Val d'Aosta con il Fontal,
se non si fa attenzione ai marchi e alle etichette.
Mettersi alla scoperta
dei gusti del formaggio può essere un'esperienza appassionante.
Un assaggio attento permette di riconoscere tante diverse sfumature di
sapore. I ragazzi, poi, hanno una capacità sensoriale maggiore
degli adulti, e quindi possono divertirsi a trovare differenze e particolarità.
Un piccolo test:
prova ad elencare tutti i formaggi tipici italiani che mangi di frequente
o hai assaggiato, e quelli di cui hai invece solo sentito parlare.
RAPIDO GIRO D'ITALIA TRA ALCUNI DEI
NUMEROSI FORMAGGI DOP
PARMIGIANO REGGIANO
Il più noto dei formaggi italiani è originario
di alcune provincie dell'Emilia e di una parte della provincia di Mantova.
La produzione avviene in collina, da vacche che non devono essere nutrite
con insilati, ma con erbe fresche o secche. E' ottenuto dalla lavorazione
di due mungiture di latte di cui una scremata per affioramento della panna:
è dunque un formaggio semigrasso. Non è ammessa l'aggiunta
di additivi conservanti nel formaggio. La lunga maturazione, da 18 fino
a 36 mesi, porta alla produzione di un formaggio duro, da utilizzare soprattutto
grattugiato.
GRANA PADANO
Il Grana Padano è prodotto diffusamente nella Pianura
Padana. L'allevamento delle vacche ha minori vincoli rispetto al Parmigiano
Reggiano: nella alimentazione delle bovine vengono usati gli insilati;
ciò può provocare lo sviluppo di batteri, di per sé
innocui ma che possono far gonfiare le forme. Per questo è in genere
aggiunto il lisozima (indicato in etichetta come E1105), una proteina
che è andata a sostituire l'aldeide formica, il conservante che
veniva utilizzato in precedenza. La stagionatura più breve (9-24
mesi) rispetto al Parmigiano Reggiano porta alla formazione di un formaggio
più umido, adatto anche per il consumo come secondo piatto.
GORGONZOLA
Prende il nome da un paese vicino Milano ma è prodotto
sia in Piemonte che in Lombardia. E' un formaggio di latte vaccino, grasso,
in vendita in due diverse varietà: quello cremoso,
dal gusto più dolce, e quello naturale o piccante,
dalla consistenza più compatta, che è stato maturato più
a lungo. La caratteristica del gorgonzola è la presenza di muffe
verde-blu del genere Penicillium. Le muffe necessitano di aria per svilupparsi,
per questo le forme vengono forate nel corso della stagionatura, che dura
due-tre mesi. Se il gorgonzola piccante è ottimo per il consumo
come formaggio da tavola, il dolce si presta all'uso in cucina, per esempio
nella pasta o con la polenta.
FONTINA
E' il più tradizionale dei formaggi della Val d'Aosta.
Ottenuto da latte intero di vacca, secondo un procedimento antico e complesso,
è salato a secco e maturato per tre mesi.
La pasta è elastica, di color paglierino, diventa di un giallo
più intenso nelle forme prodotte in primavera ed estate, quando
le vacche possono nutrirsi con erbe fresche.
La sua caratteristica più particolare e conosciuta è la
capacità di fondersi in bocca. Per questo la fontina è l'ingrediente
principale della fonduta, ed è utilizzata in molte piatti salati,
anche perché, oltre a fondere, dà un sapore molto intenso.
Attenzione a non confonderla con altri, diffusi formaggi che hanno nome
simile.
MONTASIO
Prende il nome da una vallata del Friuli Venezia Giulia
al confine con Slovenia e Austria. Oggi è prodotto in Friuli e
in alcune provincie del Veneto. E' un classico formaggio di montagna,
di latte bovino, lavorato con tecniche dolci, senza riscaldamento eccessivo
del latte o della cagliata, per mantenere il più possibile la flora
batterica originale.
Il Montasio ha tre diversi livelli di maturazione: fresco dopo due mesi,
mezzano dopo quattro, stagionato dopo i dieci mesi. Il sapore è
dolce quando la stagionatura è breve, e diventa più deciso
e piccante con il passare del tempo.
RAGUSANO
E' un caciocavallo prodotto nella provincia di Ragusa
e in parte di quella di Siracusa. Ha originale forma a parallelepipedo
che nella prima metà del secolo scorso prese il posto di quella
tradizionale a pera: così il formaggio poteva essere meglio stivato
nelle navi che lo trasportavano agli emigrati in America. Si presenta
con crosta liscia di colore giallo.
La pasta è compatta di colore bianco, di sapore piccante con l'aumentare
della stagionatura; particolarmente piacevole l'aroma, dovuto anche al
fatto che le vacche da cui si ottiene il latte, soprattutto di origine
modicana, sono tenute al pascolo. Ottimo a fine pasto o grigliato.
TALEGGIO
Prende il nome dalla Val Taleggio, in provincia di Bergamo,
ed è prodotto in Lombardia e nelle provincie di Novara e Treviso.
E' un formaggio molle, dalla forma quadrata, di latte vaccino, caratterizzato
da una maturazione che va dall'esterno verso l'interno: sotto la crosta
i fermenti ammorbidiscono la struttura del formaggio, che appare fluida,
mentre risulta più compatta al centro. Il sapore è intenso
ma dolce, senza sentori di amaro o di acido. Ottimo da solo o con il pane,
il taleggio è perfetto con la polenta ma anche con altri piatti
di cereali e verdure cotte.
PECORINO ROMANO
Questo formaggio era di uso quotidiano presso le popolazioni
dell'entroterra laziale fin dall'epoca preistorica; a partire dal 227
a.C. si diffuse anche in Sardegna. Oggi è prodotto nell'intero
territorio delle regioni Lazio e Sardegna nonché nella provincia
di Grosseto in Toscana. È un formaggio a pasta dura e cotta, prodotto
con solo latte di pecora crudo ed intero. Le forme sono cilindriche e
la pasta ha struttura compatta o leggermente occhiata, al taglio si presenta
di colore variabile dal bianco al paglierino più o meno intenso.
Il sapore, aromatico, salato e levemente piccante, diviene più
intenso con la stagionatura. Un calssico: in primavera con le fave. Ma
anche grattuggiato su tanti piatti tradizionali o a cubetti nelle insalate
estive.
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