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I FORMAGGI FUSI: CONOSCERLI MEGLIO
Sono prodotti pratici perché confezionati in monoporzioni
e a lunga conservazione. Ma hanno molte differenze rispetto ai formaggi.
I formaggi fusi sono un prodotto elaborato, a base di
formaggi che sono stati riscaldati così da fonderli; i formaggi
fusi sono quindi miscelati con altri ingredienti.
Ogni industria utilizza formaggi diversi, anche secondo
l'origine geografica di provenienza: per esempio, i produttori svizzeri
usano l'emmenthal. Ma non sempre è un'informazione che troviamo
sull'etichetta.
Gli altri ingredienti derivano anch'essi dal latte, nelle
più diverse forme: panna, siero in polvere, grassi del latte, proteine,
oltre all'acqua. I produttori usano volentieri questi derivati che risultano
più pratici ed economici del prodotto fresco.
Per far sciogliere bene i formaggi vengono aggiunti degli
additivi, i sali di fusione: si tratta di citrato di sodio
e di potassio - additivo innocuo - a volte affiancato dai polifosfati
di sodio e potassio.
In passato, questi ultimi additivi sono stati messi in
discussione perché un eccesso di fosforo, elemento contenuto nell'additivo,
intralcia un buon assorbimento del calcio, di cui normalmente il formaggio
è una importante fonte alimentare. Per questo motivo diversi produttori
ne fanno a meno, e mettono in evidenza questa scelta in etichetta. Un
altro additivo spesso presente è il conservante antimuffa sorbato
di potassio.
Il fatto che i formaggi fusi non siano un formaggio preparato
in partenza ma derivino da altri formaggi riscaldati e lavorati porta,
in genere, a un valore nutritivo leggermente più basso, dovuto
alla degradazione di alcune componenti più delicate delle proteine.
Bisogna poi fare attenzione al livello di grasso, che
in alcuni prodotti è doppio che in altri: conviene sempre dare
un'occhiata alla tabella nutrizionale.
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