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QUANDO L'IGIENE E' A RISCHIO
Le produzioni industriali di gelato, del tutto automatizzate,
non danno pensieri per quanto riguarda la sicurezza igienica.
Anche a livello di artigiani, in realtà, le condizioni
di lavorazione, nella stragrande maggioranza dei casi, sono tali da non
far correre rischi al consumatore. Se l'inquinamento microbico è,
dunque, molto improbabile, è comunque sempre importante tenere
gli occhi aperti.
Meglio non farsi tentare dai predosati, cioè
i gelati erogati da distributori automatici (di solito si trovano per
strada): comportano qualche problema igienico in più in quanto
il gelato è conservato a temperature fredde ma non freddissime:
inoltre non sempre la bocchetta dell'erogatore è pulita come si
deve, e nella parte di gelato che resta attaccata, con il caldo, possono
svilupparsi microrganismi che si ritrovano sul gelato venduto successivamente.
Conviene stare alla larga da gelati venduti in bar che
appaiono sporchi, dove il gelato sfuso è raccolto dalle vaschette
con un'unica paletta tenuta in un recipiente con acqua di indefinibile
colore.
Attenzione anche ai gelati industriali monodose
acquistati al bar. A differenza dei gelati venduti
al supermercato nelle confezioni multiporzione, i gelati venduti
singolarmente non riportano la scadenza in etichetta (è invece
stampata sulla scatola che li contiene).
Ma un gelato di crema troppo vecchio potrebbe risultare
sgradevole e indigesto, anche se non crea pericoli di natura igienica.
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