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I RISCHI CHIMICI
La diossina nel grasso degli animali, il
mercurio nelle carni dei pesci predatori, alti livelli di metalli inquinanti
nei funghi spontanei, residui di fitofarmaci o di altre sostanze utilizzate
in agricoltura ma anche il benzopirene nella parte bruciata dei cibi cotti
alla griglia: anche sul versante chimico i cibi possono nascondere rischi.
L'origine sta nell'inquinamento diffuso,
nell'utilizzo di sostanze chimiche a volte in modo non conforme alle leggi,
senza dimenticare alcune tecniche di preparazione degli alimenti, come
appunto la cottura alla griglia o la frittura, quando i cibi sono cotti
male o in modo eccessivo.
LA DOSE GIORNALIERA AMMISSIBILE
L'Organizzazione mondiale della sanità
ha definito una Dose giornaliera ammissibile (DGA) per gli
inquinanti ambientali presenti nei cibi. E' espressa come milligrammi
di sostanza per chilo di peso corporeo. E' la dose
di sostanza che può essere assunta dall'uomo (adulto) quotidianamente,
per tutta la vita, senza che ne derivi danno per l'organismo.
La DGA viene calcolata dividendo la Dose
senza effetto osservato, cioè la dose massima di sostanza
che non provoca, nelle specie animali più sensibili, modificazioni
organiche tossiche, per un Fattore di sicurezza, che può
variare tra 10 e 1.000. E' tanto più bassa quanto più è
tossica la sostanza.
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