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Sull'etichetta dell'olio
di oliva e di quello di sansa non ci sono indicazioni utili per la scelta,
se non il termine minimo di conservazione.
Molto più
interessanti le confezioni dell'olio extravergine d'oliva, ma attenzione
ai trabocchetti: non tutte le dichiarazioni sono davvero utili per la
scelta.
SPREMUTO A FREDDO
In etichetta si
trova spesso scritto spremuto a freddo: riferendosi a metodi
tradizionali di produzione. Ma non tutti i metodi antichi
offrono olio di buona qualità e ben conservabile.
DI PRIMA SPREMITURA
E' l'olio ottenuto
dal primo passaggio nella pressa. Ma è una dichiarazione inutile:
in genere, tutti gli oli extravergine sono di prima spremitura.
NON FILTRATO
La filtrazione o
la centrifugazione separano l'olio dall'acqua, presente nel frutto o aggiunta.
Non si filtra l'olio se viene fatto decantare, con il metodo tradizionale,
e poi imbottigliato. In sé, non è necessariamente un pregio.
Nell'olio filtrato resta una piccolissima quantità d'acqua che
può, però, accelerare i processi di invecchiamento del prodotto.
A BASSA ACIDITA'
E' segno di lavorazione
immediata di olive sane: in effetti, più l'acidità è
bassa meglio è.
SAPORE FRUTTATO
Quando in etichetta
si trova indicata questa particolarità dell'olio ci si riferisce
al "sapore del frutto", cioè dell'oliva, che è
caratteristico degli oli più freschi o ottenuti da olive non totalmente
mature (a volte definite "olive viola"). E' un indice di buona
qualità.
OLIO ITALIANO
Fino al giugno del
2002 è possibile indicare con il marchio Made in Italy
anche olio ottenuto nel nostro Paese da olive importate. Ma da quel momento
chi indicherà in etichetta la provenienza (sempre facoltativa)
potrà scrivere olio extravergine italiano solo se si
tratta di olio ottenuto in Italia con il 100% di olive italiane.
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