PRODOTTI TIPICI

PROTETTI, MA CERTIFICATI

Non basta l'approvazione dell'Unione Europea per poter vendere i prodotti sotto tutela. Dev'esserci anche un ente “terzo” e autorizzato che certifichi la qualità.

In pratica, ogni prodotto ha un disciplinare approvato dall'UE che indica precise regole sia per la produzione che per quanto riguarda le caratteristiche del prodotto pronto per essere venduto: gli enti certificatori verificano che tutto sia fatto secondo le regole, e poi danno il via alla vendita, per esempio facendo apporre un dispositivo d’identificazione sul prodotto. Inoltre, anche se, di solito, i produttori si riuniscono in consorzi, questo non significa che tutta una certa produzione sia certificata.

Per esempio, si possono trovare confezioni di gorgonzola DOP e di gorgonzola non DOP, in quest’ultimo caso il produttore non segue il disciplinare di produzione approvato dall’Unione Europea.

COME SI RICONOSCONO?

Non sempre è facile riconoscere gli alimenti tipici: non è un caso che una delle frodi più frequenti, tra quelle scoperte dai NAS e da altri organi di controllo, è proprio la vendita di un prodotto generico al posto, e al prezzo, di uno tipico: il caso più diffuso è quello di un generico prosciutto crudo venduto come prosciutto di Parma.

In effetti, quando si tratta di alimenti venduti sfusi non è facile garantirsi: bisogna sperare nella correttezza del venditore ma, anche, cercare di allungare lo sguardo sui marchi che, sempre nel caso dei prosciutti o di altri salumi tipici, come la bresaola della Valtellina o lo speck dell'Alto Adige, sono impressi sui salumi.

Per i formaggi, bisogna controllare la carta dell'involucro o l’eventuale marchiatura della crosta.

Certamente è più semplice quando questi alimenti sono preconfezionati: sull'etichetta troverai i marchi dei consorzi e il “bollino” dell'Unione Europea.

Per molti prodotti tipici, invece, i diversi disciplinari di produzione impongono la vendita solo del prodotto confezionato. Vale soprattutto per gli oli, i legumi, i cereali e gli ortaggi. E attenzione a non confondersi.

Un esempio: le Lenticchie di Castelluccio di Norcia IGP, non coincidono certo con le “lenticchie tipo Castelluccio”.